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Lo scorso febbraio si è conclusa la mostra This Will Not End Well, la prima retrospettiva dedicata al lavoro di Nan Goldin come filmmaker, curata da Roberta Tenconi e Lucia Aspesi negli spazi della fondazione Pirelli HangarBicocca di Milano. Sono riuscita a visitarla un venerdì pomeriggio, a pochi giorni dalla sua fine. Sfogliando l’opuscolo disponibile all’ingresso, ho letto una frase dell’artista statunitense che mi ha portato, di rimando, al romanzo di Lisa Bentini Cose che nessuno vede: “Per me scattare una fotografia non è un distacco.

Severance è una serie prodotta da Ben Stiller che indaga, nelle sue due stagioni, il rapporto tra lavoro e identità, tra memoria e oblio. La serie si svolge principalmente negli uffici della Lumon Industries, una multinazionale che opera nel campo delle biotecnologie e che utilizza una procedura medica di “scissione” per separare i ricordi personali di alcuni dei suoi dipendenti dai ricordi lavorativi. Durante le ore passate in ufficio, i dipendenti sottoposti a scissione non hanno alcun ricordo della loro vita nel mondo esterno; viceversa, durante le ore trascorse all’esterno, non hanno memoria della loro vita alla Lumon. La scissione è una pratica che rende i lavoratori più efficienti proprio in quanto non turbati da fattori esterni. Anche l’architettura della multinazionale sembra essere piegata a questo scopo: i suoi reparti sono privi di finestre e isolati tra loro, l’impianto è labirintico, claustrofobico.

Nell’opera From Here to Eternity di Caitlin Doughty è descritta la cerimonia indonesiana Ma’nene durante la quale si dissotterrano i corpi dei familiari defunti. Il senso di stabilire un contatto con i morti – come nella pratica Ma’nene – o con i loro spiriti – come avviene in altri riti e feste, tra cui il carnevale, secondo la lettura che ne dà Marie-Louise von Franz nel libro L’asino d’oro – è quello di mantenere un canale di comunicazione col passato per dargli voce e una giusta collocazione.

Tre secoli fa, a Firenze, aveva il suo laboratorio Bartolomeo Cristofori, l’inventore del fortepiano.
Bartolomeo Cristofori era un artigiano di Padova che si trasferì nella capitale del Granducato di Toscana per entrare al servizio del principe Ferdinando de’ Medici.
Durante i suoi anni fiorentini mise a punto il fortepiano, un pianoforte costruito interamente in legno.
Oggi, nel capoluogo toscano, ha sede un’accademia che porta il suo nome e che ospita concerti di musica da camera, conferenze e master classes.

There was no television in your house, when you were a kid.
There was a piano in one room.
There was Nancy – your mother – playing it.
Nancy the opera singer.
Nancy the jazz singer.
The room with the piano was your favourite one.

Sono in una cala, a sud della Toscana.
Ho camminato due ore dentro la macchia, lungo un sentiero che costeggia il mare. Le persone che ho incrociato avevano scarpe e bastoncini da trekking. Io sono partita con i sandali. Sbaglio sempre. Mi entusiasmo per un’idea a discapito della sua messa in atto.
Il risultato: dita dei piedi gonfie, polverose. Gambe graffiate.

Nel racconto di Beatrix Potter The tale of two bad mice – pubblicato nel 1904 per l’editore Frederick Warne & Co. -, due topi, marito e moglie, chiamati rispettivamente Tom Thumb e Hunca Munca, s’intrufolano nella casa delle bambole Lucinda e Jane, «a very beautiful doll’s-house», approfittando della loro assenza.

Ero seduta su un treno regionale al posto numero nove.  Alcuni passeggeri avevano dato un ultimo tiro di sigaretta prima di salire. C’era odore di nicotina ovunque.  Sulla tratta che va da Firenze a Lucca passano spesso ragazzine rom a gruppi di tre o a coppie, chiedendo denaro. Camminano su zeppe di sughero e ridacchiano come se, invece di mendicare, stessero dicendo a tutti: «Siete proprio dei fessi!»

A mezzanotte, una voce da un altoparlante comunicò che i passeggeri del volo delle diciotto e trenta per Barcellona potevano dirigersi verso l’uscita. Venti taxi messi a disposizione dalla compagnia aerea con cui avremmo dovuto viaggiare, ci avrebbero portato dall’aeroporto di Pisa a quello di Roma. Ne fermai uno e mi sistemai davanti. I sedili posteriori vennero occupati da un ragazzo e una ragazza.

Ogni pomeriggio, verso le cinque, passava davanti alla mia finestra una signora col passeggino. Dentro al passeggino, suo figlio. Dietro la signora, un labrador dal pelo chiaro

La lettura del libro Mai più sola nel bosco di Simona Vinci, edito da Marsilio e uscito per la collana PassaParola, mi ha restituito un ricordo lontano. PassaParola è una collana curata da Chiara Valerio, nella quale «scrittori italiani raccontano del mondo e di sé partendo da un libro».

– Non voglio preti – continuava a ripetere il signor Busatti con il poco fiato che gli era rimasto a disposizione.
 
– Starà qui solo qualche minuto – si affrettava a rispondergli sua moglie Rosa che, stanca della testardaggine del marito, non vedeva segretamente l’ora che tutta quella faccenda giungesse al termine.

Sull’acropoli del parco archeologico di Baratti e Populonia è in corso una campagna di scavi inaugurata lo scorso sedici settembre e nata dalla collaborazione tra Parchi Val di Cornia SpA, Soprintendenza e le Università di Siena e di Toronto.

Continua l’intervento di doppiozero a sostegno del Progetto Jazzi, un programma di valorizzazione e narrazione del patrimonio culturale e ambientale, materiale e immateriale, del Parco Nazionale del Cilento (SA).

Dal nove ottobre è in corso alla Fabbrica del Vapore di Milano “Inside Magritte”, un percorso espositivo multimediale, curato dalla storica dell’arte belga Julie Waseige, di centosessanta immagini di opere di René Magritte (1898-1967), dagli esordi fino agli ultimi capolavori.

Cercavamo un modo per presentare Lilith Moscon, autrice de “Il Mago Tre-Pi”, primo progetto editoriale di Telos dedicato alla dislessia.

‘Un regalo per Nino’. Perché scrivere. di Lilith Moscon

La casa dei racconti

Sabato 8 febbraio alla libreria Erickson Roma dalle 17 alle 18.30 terrò un laboratorio di scrittura, “La casa dei racconti”. A partire dal mio ultimo

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Interviste

Lilith Moscon y Francesco Chiacchio nos hablan de ‘Un regalo para Nino’ unperiodistaenelbolsillo.com

Chiara Valerio incontra Lilith Moscon

Gerhard Rohlfs, L’Archeologo delle parole

I libri di Radio Kids
Lilith Moscon e Francesco Chiacchio su DesignPlayground
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